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Valle del Risaro a rischio esondazione: "Sono vent'anni che non dragano il fosso"

Il fosso di Malafede, antico affluente del Tevere, necessita di un intervento di bonifica. Pericolini (CdQ Vitinia): "Il livello del fiume negli ultimi anni è salito di un metro"

Ci sono due fossi che scorrono nella vallata compresa tra la vecchia via Pontina e la Cristoforo Colombo. La loro presenza è vissuta come una minaccia da chi, ad esempio, abita sulle colline di Vitinia. In un caso per le condizioni di salubrità del corso d'acqua. Nell'altro per il timore che possa esondare.

La fogna a cielo aperto

Lo stato di salute del fosso del Frasso, quello che scorre  a pochi metri dalla scuola Tacito Guareschi, è destinato a migliorare. Come già annunciato nel febbraio del 2017 Acea ha infatti stanziato le risorse necessarie a realizzare un collettore. "Ad oggi il Frasso, fino all'abitato di Vitinia, è un corso d'acqua trasparente, abitato da gamberetti e frequentato da gallinelle e tuffetti – spiega l'assessore municipale all'Ambiente Marco Antonini – subito dopo si trasforma in una fogna a cielo aperto, dove scaricano oltre a Vitinia anche parte di Tor de' Cenci e Trigoria". 

Un futuro incoraggiante

La buona notizia è che "gli espropri sono iniziati ed il cantiere è stato predisposto. I lavori dovrebbero partire dalla prossima primavera". Poi il fiumiciattolo tornerà indietro nel tempo di almeno tre decadi, quando cioè non era ancora stato vessato dai liquami provenienti dalle case non direttamente allacciate al depuratore di Tor di Valle.

Vent'anni senza pulizie

Diversa sorte invece sembra caratterizzare il fosso di Malafede. Scorre in parallelo alla Tenuta del Presidente della Repubblica e  nel suo percorso, all'interno della valle del Risaro, segna quasi una linea di confine tra i Municipi X e IX. "Purtroppo saranno vent'anni che il fiume, dalla colombo alla Pontina, non viene dragato – avverte il presidente del Comitato di Quartiere di Vitinia Mario Pericolini – lì dentro ci sversano rifiuti d'ogni tipo ed anche per questo il suo livello si è alzato di un metro. E' pericoloso – segnala il cittadino – perchè si rischia l'esondazione in un'area a rischio idrogeologico". Circostanza confermata anche dall'assessore Antonini.

Il rischio esondazione

"Sono almeno due anni che come Municipio IX chiediamo all'ex Ardis di provvederealla pulizia dell'alveo. Purtroppo rimandano continuamente l'intervento che abbiamo sollecitato come Giunta e come Commissione Ambiente. Lì tra canne, rovi e rifiuti il livello del fiume si è davvero alzato ed il rischio, come tante volte segnalato, è che esondi". Il danno ambientale sarebbe significativo.

Al di là dell'importanza che riveste la valle  sul piano paleontologico – lì sono stati rinvenuti reperti fossili di uro, di cervo acoronato e dell'antenato del daino moderno, la dama clactoniana – ci sono almeno altre due ragioni per non comprometterne le condizioni. Sul piano naturalistico, verrebbe minacciato un sito che rappresenta un punto di riferimento per numerose specie migratorie, come gli aironi, le anatre, i cormorani. Per non parlare dei residenti che considerano quell'antico lembo di campagna un luogo ideale per svolgere attività fisica o anche solo per fare una passaggiata immersi nel verde. 

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