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Stadio della Roma, nuove denunce in arrivo. Intanto c'è chi parla di realizzarlo in un altro sito

La commissione Trasparenza di Roma Capitale ha visionato la relazione del Politecnico di Torino. E' costata 30mila euro ed era stata già richiesta una settimana fa. Annunciate anche iniziative legali

La relazione sulla mobilità del Politecnico di Torino è finalmente approdata sul tavolo della commissione Trasparenza. Ne era stata fatta richiesta già una settimana fa, prima del suo annuncio in conferenza stampa. 

Il precedente e le assenze

In quell'occasione, sebbene convocati in via del Tritone, nessun funzionario degli uffici capitolini aveva deciso di partecipare alla seduta. Scelta intrapresa, tra le polemiche, anche da tutti i consiglieri della maggioranza. Il Movimento 5 stelle aveva apertamente contestato le modalità di convocazione della commissione Trasparenza che, anche nella data di venerdì 15 febbraio, ha dovuto fare a meno del contributo dei grillini. E non solo. Anche il direttore del Dipartimento Mobilità Giammario Nardi ha disertato l'appuntamento.

Il costo della Relazione sulla Mobilità

La commissione, convocata per avere chiarimenti sulla modalità di affidamento dell'incarico al Politecnico di Torino, ha visto invece la partecipazione di Roberto Botta, vicedirettore generale del Comune di Roma. E' stato lui ad offrire le informazioni richieste, ad esempio su quanto è costata la relazione, poi presentata dalla Sindaca in Campidoglio. "Sono stati spesi 30mila euro piuùIva. Era previsto un compenso in base all'effettivo impegno delle componenti universitarie. Stiamo aspettando dal Politecnico di di Torino l'effettivo conteggio, il saldo potrebbe essere maggiore o minore" ha dichiarato Botta, specificando inoltre che "la decisione di dare l'incarico al politecnico non era obbligatoria ed è stata presa dal dipartimento Mobilità". Il suo direttore, peraltro, è stato nuovamente convocato dal presidente della commissione Trasparenza.

La presunta ingerenza e le denunce

Le assenze dei giorni passati non hanno ingenerato soltanto delle polemiche a distanza.  "Oggi abbiamo inviato un esposto al prefetto di Roma denunciando l'atteggiamento del direttore generale Franco Giampaoletti nei confronti della commissione Trasparenza convocata sullo stadio della Roma lo scorso 4 febbraio – fa sapere il presidente di commissione Palumbo (PD) –  Riteniamo grave l'ingerenza perpetrata Giampaoletti invitando i dirigenti comunali a disertare la seduta di commissione regolarmente convocata. Dunque chiediamo al prefetto di esprimere un parere nel merito e a richiamare i responsabili dell'amministrazione capitolina al rispetto delle leggi e dei regolamenti comunali che disciplinano il funzionamento delle commissioni". Non solo. In parallelo, avverte Palumbo, "prosegue il nostro iter per denunciare questa ingerenza anche alla Procura".

#FamoLoStadio ma non a Tor di Valle

In occasione della commissione svoltasi il 4 febbraio, l'ex grillina Cristina Grancio, aveva annunciato una nuova iniziativa sullo stadio. Ai colleghi dell'opposizione aveva dichiarato l'intenzione di cchiedere l'annullamento del progetto previsto a Tor di Valle. L'iniziativa ha avuto un seguito ed infatti il 19 febbraio, Grancio ha convocato una conferenza stampa dall'eloquente titolo: "#FamoLoStadio...ma non a Tor di Valle". L'appuntamento servirà a lanciare una proposta di delibera dell’Assemblea capitolina. Quella con cui si annulla la dichiarazione di pubblico interesse per la realizzazione del nuovo Stadio di Tor di Valle. Con l'ex grillina, anche il collega d'opposizione Stefano Fassina (Sinistra per Roma), l'ex assessore capitolino Paolo Berdini e l'urbanista Vezio de Lucia. Insieme presenteranno il dossier con le osservazioni presentate durante la Conferenza dei Servizi. 
 

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