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Ponte sul GRA: Roma Metropolitane smentisce Caudo

Roma Metropolitane: "Il ritardo nell'avvio della procedura di gara del ponte sul GRA, non può essere in alcun modo imputato alla consegna delle aree da parte della scrivente". Le aree erano quelle citate dall'Assessore Caudo in una risposta al M5S

Roma Metropolitane, chiamata in causa dall’Assessore Gianni Caudo nel rispondere all’interrogazione del Consigliere M5S Enrico Stefàno, ci manda una precisazione. Il tema affrontato è quello del Cavalcavia sul GRA e più in particolare, si entra in merito alla questione dei ritardi nell’esecuzione del bando.

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE CAUDO - L’istanza temporale, sollevata dal Consigliere Pentastellato, aveva avuto una precisa risposta dell’Assessore all’Urbanistica. “L’avvio di procedure della gara d’appalto per la realizzazione del cavalcavia a cura del Consorzio – scriveva Caudo – è previsto per la fine del mese di aprile, in coordinamento con la consegna delle aree necessarie per i lavori da parte della società Roma Metropolitane e di ATAC che hanno attualmente in corso lavori di adeguamento dell’accesso al deposito che dovrà ospitare il filobus”.

I LAVORI DI ROMA CAPITALE - A questo riguardo, arriva la replica di Roma Metropolitane che precisa come “nell’ambito dell’appalto relativo al corridoio della mobilità Eur Laurentina-Tor Pagnotta Roma Metropolitane è stata incaricata anche della realizzazione del deposito filobus di Tor Pagnotta, compresi i relativi parcheggi e la portineria. Tale deposito e le opere ad esso connesse, realizzato attraverso l’ampliamento di quello esistente, saranno ultimati entro il prossimo mese di aprile. Tra le opere minori è compresa la nuova portineria la cui attivazione (prevista anch’essa entro il mese di aprile p.v.), consentirà la demolizione di quella attualmente in esercizio”.

I RITARDI NELL'INDIZIONE DEL BANDO - Nel passaggio immediatamente successivo si fa notare che “Tale demolizione libererà l’unica area che interferisce con l’esecuzione di una fondazione del Ponte sul GRA di competenza del Consorzio Tor Pagnotta2. Al riguardo si precisa che, contrariamente a quanto affermato l’attuale indisponibilità, sino al termine suddetto  della richiamata limitata porzione delle aree di sedime del Ponte, non può essere addotta come motivazione per la mancata indizione della gara d’appalto da parte del  Consorzio Tor Pagnotta2 in quanto, a norma del c.3 dell’art.16 del dPR n°207/2010 (Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti), detta condizione è ostativa alla stipula del contratto e non già all’avvio della procedura di aggiudicazione dei lavori. Il ritardo dell’avvio della procedura di gara del ponte sul GRA  - conclude quindi Roma Metropolitane - non può quindi essere in alcun modo imputato alla consegna delle aree da parte della scrivente”.

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