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Nuovo Stadio della Roma: la palla passa al Consiglio dei Ministri

Un'interrogazione ai ministri di Ambiente, Infrastrutture ed Attività culturali su dal "forte impatto ambientale e sull'assetto della mobilità, tale da ipotecare il riconoscimento dell'interesse pubblico"

La realizzazione del Nuovo Stadio dell’A.S. Roma, è un tema che viaggia anche oltre i confini della Capitale. Per il ruolo che le compete, ma anche per le risorse che si vorrebbero investire, l’argomento è divenuto interessante anche per il governo nazionale. Chiamato in causa, attraverso un’interrogazione del deputato Zaratti (SEL) ad esprimersi sull’interesse pubblico dell’opera.

VINCOLI PAESAGGISTICI ED ESONDAZIONE - La prima considerazione che il deputato avanza, è in merito al fatto che “l’area dove dovrebbe nascere, è situata in un’ansa del Tevere, ed è classificata nel Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio come area di esondazione. Inoltre  - osserva Zaratti – è interessata da vincoli paesaggistici volti al mantenimento e alla conservazione di paesaggi naturali e da altri vincoli di inedificabilità assoluta. Basterebbe questo per scoraggiare la costruzione di un’opera pubblica in quel luogo” fa notare Zaratti, in passato un esponente di primo piano dei Verdi.

LO SCETTICISMO - All’aspetto più prettamente ambientale, il deputato di SEL affianca anche delle perplessità sull’effettiva realizzazione delle opere di compensazione. “Visto che chi finanzia deve riprendersi i soldi dell’investimento,  oltre all’impianto sportivo e le cubature commerciali ad esso collegate, verrebbero previsti circa 1 milione di mc di nuova edificazione a destinazione uffici, alberghi e centri commerciali a compensazione – rimarca Zaratti – delle opere di urbanizzazione ed infrastrutturazione a carico del privato, che mai farà ma ce ne accorgeremo solo dopo la costruzione dello stadio”.

I DUBBI SULL'INTERESSE PUBBLICO - Sono tante quindi le perplessità che, il Deputato di SEL, sembra nutrire sull’operazione legata al nuovo stadio. Ed è per questo che chiama in causa, con la sua interrogazione parlamentare, i ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e della Cultura. Anche perché, a fronte dei rilievi evidenziati,  per l’ “elevato consumo di suolo, destinato a produrre un forte impatto ambientale e sull’assetto generale della mobilità di quadrante” si determina una conseguenza: la  “grave ipoteca sul riconoscimento dell’interesse pubblico dell’opera”. La palla è arrivata nel campo del Consiglio dei Ministri. Tutto sta, ora, a vedere se l’assist servito dal deputato Zaratti avrà un seguito. La partita, certo, non è semplice.

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